Peste suina africana, Montemurlo in Zona di restrizione I: le regole per prevenire la diffusione

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Data:

18 Agosto 26

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Il Comune di Montemurlo rientra nella Zona di restrizione I per la Peste suina africana (PSA). Le Zone di restrizione I sono aree considerate ad alto rischio nelle quali la PSA non è presente, ma che confinano con le Zone di restrizione II e III, interessate dalla presenza del virus. Nel Comune di Montemurlo non sono quindi stati rilevati contagi, ma è necessario mantenere alta l'attenzione e adottare alcuni semplici comportamenti di prevenzione.

La Peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa e spesso letale che colpisce suini domestici e cinghiali. Non si trasmette all'uomo e non rappresenta un pericolo per la salute delle persone, ma può avere conseguenze molto gravi per il patrimonio suinicolo.

Il virus può essere trasportato anche inconsapevolmente dalle persone provenienti da aree nelle quali la malattia è presente. Anche i cinghiali possono contribuire alla sua diffusione, in particolare entrando in contatto con allevamenti non adeguatamente protetti o con rifiuti alimentari abbandonati nell'ambiente.

Le regole da seguire

Il ministero della Salute raccomanda a tutti di non introdurre in Italia, provenendo da zone infette dell'Unione europea, prodotti a base di carne suina o di cinghiale – come carne fresca o surgelata, salsicce, prosciutti e lardo – che non siano provvisti del previsto bollo sanitario ovale.

È fondamentale inoltre smaltire sempre i rifiuti alimentari in contenitori idonei e chiusi, non lasciarli in luoghi accessibili ai cinghiali e non utilizzarli in nessun caso per alimentare suini domestici o cinghiali.

Particolare attenzione deve essere prestata in caso di ritrovamento di un cinghiale morto, ferito o moribondo: non bisogna avvicinarsi, toccarlo o spostarlo. Occorre invece memorizzare la posizione e segnalarla tempestivamente al numero unico regionale 0573 306655.

Le precauzioni per cacciatori e allevatori

Ai cacciatori è raccomandato di pulire e disinfettare attrezzature, abbigliamento, e veicoli dopo l'attività venatoria, di eviscerare i cinghiali abbattuti esclusivamente nelle strutture identificate e di evitare contatti con maiali domestici nelle successive 48 ore.

Gli allevatori devono invece rispettare scrupolosamente le norme di biosicurezza, cambiando abbigliamento e calzature quando entrano o lasciano l'allevamento ed evitando contatti, anche indiretti, con cinghiali o suini provenienti da altri allevamenti. Eventuali sintomi riconducibili alla Peste suina africana o episodi di mortalità anomala devono essere comunicati tempestivamente ai servizi veterinari.

La collaborazione e il rispetto di queste semplici precauzioni sono fondamentali per ridurre il rischio di ingresso e diffusione della Peste suina africana sul nostro territorio, tutelando gli allevamenti e gli animali.

In allegato la guida informativa e la cartellonistica realizzata dalla Regione Toscana.

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