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Origini, l'artista Maila Stolfi dona una sua opera al Comune di Montemurlo

Maila Stolfi quadro
mar 02 ago, 2022

 

Stamani la cerimonia d'inaugurazione nel palazzo comunale alla presenza del sindaco Simone Calamai e del prefetto di Prato, Adriana Cogode. Il quadro è un'evocazione della memoria contadina del territorio e dell'artista stessa

È stata inaugurata questa mattina alla presenza del sindaco di Montemurlo, Simone Calamai e del prefetto di Prato, Adriana Cogode, l'opera “Origini”, donata dall'artista pratese Maila Stolfi all'amministrazione comunale. Un quadro fortemente evocativo, fatto di ricordi e suggestioni, che riporta subito la memoria al passato, a quelle radici contadine che rappresentano non solo la storia dell'artista, ma anche quelle di Montemurlo, fino agli anni Cinquanta del Novecento piccolo borgo agricolo. L'opera è stata collocata in uno spazio pubblico, affinché possa essere vissuta e ammirata da dipendenti e cittadini che frequentano il municipio:«L'inaugurazione di quest'opera è il primo passo per trasformare il palazzo comunale in una galleria d'arte. - ha detto il sindaco Simone Calamai - Ringrazio Maila Stolfi per la donazione di questo quadro che rievoca le radici contadine del nostro territorio e la sua storia».

Il quadro “Origini” rappresenta bene l'amore e l'attrazione per il passato dell'artista, in particolare per le sue radici che sono rappresentate idealmente dall'inserimento di oggetti, raccolti nei luoghi dell'infanzia, nelle case non più abitate, nei fienili come le spighe di grano, le catene. Servendosi di materiali diversi (colle, bitumi, pigmenti, stucchi), velatura dopo velatura, il lavoro di Maila Stolfi si compone lentamente e produce un'armonia cromatica suggestiva: «Un'opera che nasce proprio a Montemurlo - racconta l'artista Maila Stolfi - Da bambina trascorrevo tanto tempo a casa di mio zio che faceva il contadino in un podere di Bagnolo e questo quadro racchiude i miei ricordi d'infanzia, le case coloniche, i fienili. Qui ci sono le mie origini». Un'inaugurazione resa ancora più importante dalla presenza del prefetto di Prato, Adriana Cogode, che ha sottolineato: «La mia presenza rappresenta il desiderio di esprimere la vicinanza dell'istituzione all'arte. In qualunque luogo ci sia un evento che esalta lo spirito di servizio dell'arte, come quello espresso da questo quadro dedicato al Comune di Montemurlo, è importante esserci». Erano presenti all'evento anche il tenente Quintino Preite, comandante della tenenza dei carabinieri di Montemurlo, la comandante della polizia municipale di Montemurlo, Enrica Cappelli e Paolo Brachi della Signal, amico di Maila Stolfi e mecenate di artisti contemporanei.

MAILA STOLFI, NOTE BIOGRAFICHE - Maila Stolfi è nata nel 1958 è nata a Cavarzano, piccola frazione del Comune di Vernio ed ha una “carriera artistica” tutto sommato recente. La sua prima mostra personale, dal titolo “ Da Leonardo alla street art” risale al 2014 al caffè letterario “Giubbe rosse” di Firenze. Una mostra che, già nel titolo, è un ossequio al lavoro portato avanti dall'artista che, alla riproduzione di dipinti celebri, ha unito il suo percorrere strade e sentieri della memoria alla ricerca di oggetti simbolo di un passato che è stato il suo nutrimento e che protegge con forza. Quello di Maila Stolfi è un universo fatto di immagini fortemente evocative e ricche di tensione emotiva. Nel tempo il suo stile si è mantenuto inconfondibile attraverso la continua ricerca di un linguaggio che unisce la sperimentazione e la classicità, il reale e l'ideale. Maila Stolfi ha iniziato a studiare pittura con Piero Caverni. Ha esposto al Chiostro di San Lorenzo a Pistoia, al Castello di San Giorgio a Lerici, al Museo Emilio Greco e al museo la Contea del Caravaggio di Catania, nel 2018 ha tenuto una personale al Palazzo Datini di Prato e sempre nel 2018 ha vinto il premio nazionale “Castiglioncello”. Tra i riconoscimenti maggiori per il lavoro artistico portato avanti da Maila Stolfi c'è l'acquisizione da parte del Museo Casa della Memoria di guerra per la pace di Prato della sua opera “1944-destinazione ignota”, un omaggio alle vittime della Shoà e un augurio per un nuovo futuro di pace tra gli uomini.

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