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Amanda Sandrelli, l'8marzo e l'educazione sentimentale degli uomini contro la violenza sulle donne

Comune di Montemurlo
dom 08 mar, 2015

Ieri alla biblioteca comunale “B. Della Fonte” l’incontro con l’attrice che ha parlato dei diritti delle donne: “Basta sentirsi in colpa se si lavora”

Parla di diritti delle donne, di consapevolezza, della forza die essere sé stesse, Amanda Sandrelli, l’attrice che ieri alla biblioteca “Bartolomeo Della Fonte” ha incontrato il suo pubblico, prima dello spettacolo “Tale madre, tale figlia” alla Sala Banti. Una persona intelligente, disponibile, sincera, che per oltre un’ora - intervistata dalla giornalista del Tirreno, Francesca Vattiata - ha parlato della sua vita, delle sue esperienze professionali, del suo essere fieramente donna: “Sono vissuta in una famiglia, dove la figura di riferimento era una donna forte, mia madre Stefania. Forse per questo non ho mai pensato che nella vita per riuscire avrei dovuto dipendere da un uomo. Era un dato di fatto che la mia vita fosse mia. Mi piaceva l’idea del femminismo di “essere di sé stesse”, ma non accetto quell’essere contro gli uomini, come potrei? Mi piacciono i maschi ed ho sempre incontrato uomini rispettosi. Sono cresciuta con quattro fratelli ed in particolare ad uno, il figlio di mia madre che ha la mia età, sono particolarmente legata. A mia volta sono madre di due maschi, Francisco e Rocco, ed anche il mio tato quand’ero piccola era un uomo di San Giovanni Valdarno, al quale sono molto legata”. Per Amanda, uomini e donne devono camminare a fianco in un percorso che porti alla conquista di diritti e servizi, che permettano alle donne di non dover scegliere tra carriera e famiglia: “ Bisogna aiutare le donne che lavorano a non sentirsi in colpa. Io le vedo le mie amiche, donne normali, stremate dai mille impegni, che corrono in auto tutto il giorno per accompagnare i figli a scuola, in palestra, al catechismo e poi assistono la mamma malata, magari con il marito che dà loro il ben servito. Ci vuole un welfare sociale che non costringa la donna a rinunciare al lavoro per dedicarsi alla cura dei figli o dei genitori, ma che garantisca davvero pari opportunità di realizzazione professionale”. E poi Amanda riflette: “Quel che ci vuole è un’educazione sentimentale dei maschi. Con i figli quello che dici conta poco, vale l’esempio, come ti comporti, come ti rapporti agli altri. Il rispetto per le donne si impara in famiglia. Il mio lavoro mi porta a stare talvolta molti giorni lontano dai miei figli, ma loro sentono che quello che faccio mi rende felice ed è questo che conta. Anche mia madre stava spesso fuori, ma sapevo, che il suo lavoro la faceva star bene ed ho sempre preferito avere una mamma realizzata, piuttosto che una sempre a casa e infelice”. Per Amanda Sandrelli bisogna dare consapevolezza alle donne dei propri diritti, è questo il primo passo da fare per combattere la violenza: “ Ogni giorno muore una donna per mano di chi l’avrebbe dovuta amare. Mi chiedo da dove arrivi tanta violenza. Gli uomini sono spesso impreparati ad affrontare un universo femminile che cambia ed in questo senso ci vuole una specifica educazione per i maschi, che deve appunto partire dalla famiglia. Ma mi interessa capire anche, perché, anche quando una donna può, non si ribella, ma continua a subire violenze e soprusi”. La chiacchierata è , poi, scivolata su temi più leggeri e Amanda Sandrelli ha ricordato i suoi esordi a fianco di Troisi e Benigni in “Non ci resta che piangere” e di come in realtà lei avrebbe voluto fare la psicanalista. Un’ Amanda, che nonostante la sua residenza romana, conserva ancora un bellissimo accento toscano ed uno speciale amore verso la terra di sua madre. Una donna dolce e “irrimediabilmente romantica”, come lei stessa sottolinea, che, a chi le chiede che canzone e che film vorrebbe essere dice: “ Devo pescare per forza in famiglia. Se devo scegliere un film, scelgo “Io la conoscevo bene “ di Antonio Pietrangeli con una straordinaria Stefania Sandrelli. E per la canzone scelgo Grazie di Gino Paoli, perché mi piace pensare che mio padre l’abbia scritta per mia madre ed è una bellissima dichiarazione d’amore”. Ad Amanda Sandrelli l’assessore alla cultura, Giuseppe Forastiero ha donato alcune pubblicazioni su Banti e i Macchiaioli ed ha invitato l’attrice a ritornare a Montemurlo con un nuovo spettacolo.

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