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Olio tunisino, l'importante è controllare e garantire la filiera

Comune di Montemurlo
gio 17 mar, 2016


L'assessore alla promozione del territorio Forastiero è preoccupato « Bisogna tutelare i consumatori da eventuali frodi»

Anche l'assessore alla promozione del territorio del Comune di Montemurlo, Giuseppe Forastiero, si inserisce nella discussione suscitata dalla decisione del parlamento europeo di approvare il “Regolamento Ue”, che consente di incrementare l’importazione di 35mila tonnellate di olio di oliva senza dazio.
«Credo che il problema più grande sia legato alla tracciabilità del prodotto e la garanzia del consumatore, che deve essere informato circa la provenienza dell'olio che acquista. Io non ho mai trovato sugli scaffali del supermercato un “olio tunisino”, eppure l'Italia, dagli anni Novanta, importa dalla Tunisia oltre 50mila tonnellate d'olio l'anno per sopperire al fabbisogno interno. Il nostro Paese, infatti, ogni anno produce circa 400mila tonnellate d'olio, che da sole non riescono a sopperire al fabbisogno interno. Dunque, questa non-autosufficienza ci ha sempre imposto di fare selezioni e miscelazioni con oli provenienti da Paesi del Mediterraneo: il problema è che queste operazioni andavano fatte con maggiore trasparenza. Spacciare un olio per “extra-vergine toscano” quando, invece, arriva dalla Tunisia, è una frode al consumatore».
Il Comune di Montemurlo, anche attraverso la Filiera corta, in questi anni si è occupato della promozione dell'olio locale, impegnandosi in varie iniziative per informare e rendere maggiormente consapevoli i consumatori circa i vantaggi sulla scelta di un olio di qualità e a chilometri zero:« I produttori locali che fanno qualità, si tutelano se si garantisce la tracciabilità della filiera dell'olio.- aggiunge l'assessore- Purtroppo, il mercato non è sempre molto trasparente e questo va a scapito delle produzioni di nicchia».
L'assessore Forastiero ricorda, poi, che le 35mila tonnellate di olio tunisino, frutto della deliberazione del parlamento europeo, non saranno commercializzate solo sul mercato italiano, ma ripartire per quote tra i vari Paesi dell'Unione europea. «Quello tunisino non è extra-vergine, ma semplice olio di oliva e pertanto non miscelabile con oli di qualità superiore. Purtroppo, in giro c'è tanta disinformazione e alcuni cavalcano per motivi elettorali la notizia- conclude Foarastiero – Ciò che serve davvero, non è tanto bloccare l'olio tunisino, ma mettere in condizione il consumatore di scegliere con trasparenza, attraverso un'etichetta che dica la provenienza dell'olio che mettiamo in tavola».

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